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Zero emissioni di CO2, 32 milioni di euro spesi a Padova per il progetto ITER

Lunedì 15 Febbraio 2016

Fine dei gas di scarico, dell'inquinamento, della foschia in val Padana. Aria pulita, energia a basso costo, fine della dipendenza dai combustibili fossili. Sogni? Forse no, e lo scoprirete leggendo questa intervista.
Photo credit Matteo Francioni @ Flickr

Facciamo prima un passo indietro.

Il prossimo giugno 2016 Centro Congressi Padova ospiterà la ventesima edizione di “IEEE Real time conference - RT2016”, una conferenza dedicata ai più recenti sviluppi nelle tecniche di misurazione in tempo reale nei settori del plasma e della fusione nucleare, della fisica delle particelle, della fisica e astrofisica nucleare, scienze spaziali, acceleratori, fisica medica, strumenti a propulsione nucleare ed altri strumenti a radiazioni.

Abbiamo intervistato l’organizzatore della conferenza, l’ingegner Adriano Luchetta, che è anche responsabile dei sistemi di controllo degli esperimenti in costruzione a Padova nell'ambito del progetto ITER. E abbiamo scoperto cose molto interessanti sul progetto di fusione nucleare che è in corso nella nostra città.




Che impatto potrà avere una centrale a fusione nucleare in termini di riduzione della CO2, di riduzione della dipendenza combustibili fossili?

La centrale a fusione rappresenterebbe la soluzione definiva perché non c’è emissione di CO2 nel processo di produzione dell’energia. Grazie all’abbondanza in natura del combustibile utilizzato, la fusione potrà sostituire completamente i combustibili fossili nel ciclo di produzione dell’energia elettrica. Ogni ora risparmiata di una centrale a gas di media potenza (500MW) si tradurrà in una diminuzione di CO2 emessa pari a circa 200 kg.



In quali tempi il progetto potrà essere completato?

La realizzazione della centrale a fusione è attesa per la seconda metà del secolo. Attualmente è in via di realizzazione un grande impianto sperimentale chiamato ITER, per studiare gli aspetti tecnologici più critici. Il progetto ITER è collocato al sud della Francia e vede la collaborazione tecnica, scientifica e finanziaria dell’Unione Europea insieme a Cina, Corea del Sud, Giappone, India, Russia e gli Stati Uniti. Nell’ambito del progetto ITER si inserisce l’attività del Consorzio RFX di Padova, a cui è affidato lo sviluppo del componente più critico di ITER, ovvero gli iniettori di particelle neutre che sono il principale strumento di riscaldamento del “cuore” di iter, ovvero il plasma (Progetto NBTF).

Quanti soldi ha investito l’UE in questo progetto a Padova?

L’Unione Europea e la comunità scientifica che fa capo a ITER credono nell’impresa e stanno investendo nel progetto degli iniettori di neutri in costruzione a Padova oltre 200 milioni di euro di cui, quasi la metà, provenienti dall’Unione Europea. A questo si sommano le risorse messe a disposizione dagli Enti di ricerca italiani che afferiscono al Consorzio RFX (CNR, Università di Padova, ENEA, INFN) e ancora dall’Unione Europea che, insieme agli Enti soci del Consorzio RFX, contribuisce alle spese di personale con circa 10 milioni di euro all’anno.

Che impatto ha oggi sul nostro territorio la partecipazione a questo progetto?

Ha un elevato valore scientifico per le istituzioni italiane e per il nostro centro di ricerca che sta diventando il primo laboratorio al mondo nello sviluppo di queste tecnologie. Il Consorzio RFX partecipa al progetto mettendo in campo le competenze locali del CNR, che ha a Padova una vasta area di ricerca, dell’Università di Padova, e dell’INFN attraverso i Laboratori Nazionali di Legnaro. La partecipazione al progetto NBTF ha, inoltre, anche una funzione positiva di stimolo per l’economia locale e italiana. Infatti l’industria nazionale ha vinto commesse per più di 32 milioni di Euro, pari a oltre l’80% di quanto fin ora stanziato. L’industria del nostro territorio è molto attiva e diversificata, tanto che numerose gare di fornitura per la costruzione dell’iniettore di neutri vedono come protagoniste aziende locali, soprattutto nel campo della meccanica di precisione, dell’automazione e dell’informatica.

Ci può dire qualcosa sull’iniettore di neutri?

È un acceleratore che produrrà un fascio di atomi neutri di idrogeno a elevata energia e potenza. La velocità degli atomi potrà superare 10 km/s e la potenza del fascio raggiungere 16 Megawatt, ovvero circa 16mila volte la potenza depositata dal sole su un metro quadrato di terreno in una giornata di sole.

 

Studenti di scuole e università possono venire in visita?

Certo, anzi sono i benvenuti! Nel 2015 sono state organizzate circa venti visite guidate al Consorzio RFX con la partecipazione di oltre 800 studenti di scuole superiori e università. Il laboratorio partecipa, poi, ogni anno alla manifestazione Notte Europea della Ricerca nella quale tutte le persone interessate possono venire in visita al laboratorio. Le scuole o i corsi universitari che sono interessati a visitare il nostro laboratorio possono farlo, contattandoci telefonicamente. Le informazioni sono riportate nel sito web del laboratorio www.igi.cnr.it.


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