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Le slides perfette

Lunedì 5 Maggio 2014

Regia, prassi di “parlato” e di “agito”, storyboard, sceneggiatura, scale cromatiche, contrasti simultanei: sono queste le parole chiave per preparare delle slides perfette, secondo Luca Baldi, consulente di comunicazione visuale e titolare di Altramarca, che abbiamo intervistato. Se non hai già confidenza con tutte queste parole, non perderti l’intervista.
 

Come preparare le presentazioni in modo da non fare addormentare gli ascoltatori?

Più un relatore si sente in difficoltà di fronte alla platea o all’argomento, più secondo me è importante la preparazione delle slides. Le presentazioni compensano i limiti del relatore, o la sua paura, e danno una impressione di maggiore preparazione. Un grande oratore può parlare a braccio ed incantare solo con la sua voce e la sua presenza, ma il resto di noi è meglio che si prepari per bene prima di affrontare l’uditorio.
 

Ma perché sono così importanti le slides?

Per persuadere.
In un ambiente competitivo, la tua idea deve essere compresa, accolta, ricordata. Occorrono anche le immagini, non solo i discorsi. Diverso è per gli ambienti non competitivi: dove non c’è concorrenza non ci sono slides. Credo ci sia anche un elemento culturale: il discorso è più …diciamo di stile mediterraneo, mentre la slide è più “americana”.
 

Come si immagina una presentazione coinvolgente?

Occorre una regia.
 

Come, scusi, ho capito bene, occorre una buona grafica?

No, ho proprio detto regia.
Le slides sono il sottofondo di una storia, quindi prima di tutto occorre creare lo storyboard, la sceneggiatura del proprio intervento, e poi fare in modo che le slides seguano come una sequenza di scene il flusso del proprio intervento orale.
Ogni relatore ha una sua prassi di “parlato” e di “agito”, e le slides devono essere coerenti con questo.
 

Quali strumenti consiglia per fare pratica sulla “regia” nelle slides?

Prezi.com. E’ un software di presentazione online. A differenza del classico Powerpoint, fa capire come le slides non siano una sequenza di foglietti ma una sequenza, un gruppo di concetti  collegati.
 

Come immagina il processo di creazione di una presentazione?

Di solito chi produce i contenuti, penso ad un relatore di un convegno, è anche lo stesso che cura l’aspetto grafico. In genere i contenuti sono molto curati. Il contenitore viene invece sottovalutato. Intendo per contenitore la grafica, ad esempio, o la leggibilità.
I processi di creazione delle slides in realtà si intrecciano: i contenuti, naturalmente vengono prima, e in seconda battuta occorre far “vivere” i contenuti dentro una cornice che valorizzi di volta in volta i concetti chiave.
 

Quindi la sequenza delle slide coincide con la sceneggiatura?

Non solo. All’interno di ogni singola slide si può definire una regia: con le transizioni, ad esempio, e senza esagerare, si può mettere in luce un concetto con una immagine dopo averlo verbalizzato.
 

Quali sono gli errori da evitare quindi?

Direi, pensare che le slides coincidano con il contenuto della relazione. Nelle slides non deve esserci tutto quello che il relatore dice, non devono sostituire il contenuto.
Eviterei i punti elenco: in genere danno l’impressione di servire più al relatore per ricordarsi cosa dire, che a chi ascolta.
Evitare di usare font piccoli (occorre almeno un font a 12 punti) e mettere poco testo in ciascuna slide.
 

Quali i suggerimenti per una slide di successo?

Non pensare alla slides come alla carta stampata.
Mentre sulla carta bianca, l’inchiostro nero risalta, nelle slides il proiettore spara luce e quindi il testo nero su bianco viene “mangiato” dalla luce attorno, risultando poco leggibile.
Da abbandonare l’uso dei temi predefiniti, quelli classici di Powerpoint: ce li hanno tutti e quindi è un modo per rendere banale quello che si ha da dire. Anche qui occorre distinguersi, ad esempio creandosi un tema personalizzato o chiedendo ad un consulente di comunicazione visuale di impostare un tema secondo le proprie esigenze.
Avere cura nell’abbinamento dei colori. Per i non esperti di scale cromatiche, contrasti simultanei e contrasti complementari, c’è un sito https://kuler.adobe.com/ che permette, selezionando un colore, di ottenere i colori complementari, quelli che stanno bene insieme.
Utilizzare font senza le grazie, perché anche queste vengono “mangiate” dalla luce e risultano poco visibili.
 

Torniamo ai temi personalizzati: non tutti hanno competenze grafiche… come si fa?

Ci sono due possibilità, se un relatore fa diciamo 5-6 presentazioni all’anno: o si chiede ad un grafico di preparare un tema personalizzato, come dicevo poco fa, oppure si pianifica del tempo per farselo. Diciamo una giornata di lavoro una tantum può bastare per usare un tema per tutto l’anno o più.
E’ possibile poi prepararsi un tema particolare per la slide di benvenuto, oppure per quella di chiusura, una per le citazioni, un’altra per riportare un testo molto lungo… .
 

Per esempio, provate a vedere queste slide

Ecco il link per vedere dieci esempi di slide ad alto livello su SlideShare, un social media dedicato esclusivamente al mondo delle presentazioni e tratte da eventmanagerblog.com, a cura di Julius Solaris, event manager italo-olandese.
 

 

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