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La ristorazione congressuale vista da chi la organizza

Venerdì 6 Settembre 2013

Abbiamo chiesto a Luca Faggian, direttore commerciale della Ristorazione Forcellini, di raccontarci com’è la ristorazione congressuale vista dall’altra parte del bancone. Ne è uscito un quadro semiserio con alcuni punti di cui prendere nota.

 
"Come li vogliamo chiamare? Buffet di lavoro, light lunch, pranzi veloci? Cambiati i termini, la sostanza non cambia. Di fatto poi cambia sensibilmente, perché spesso i buffet di lavoro diventano abbuffate di lavoro.
Dopo diverse ore in cui la mente è messa a dura prova per la concentrazione, l’attenzione e la posizione (difficilmente i meeting sono fisicamente impegnativi) arriva il momento del buffet. Anzi, facciamo un passo indietro. Prima ancora, del coffee break.
Se il buffet è scarso, la tentazione è tenuta a freno per forza di cose. Ma se il buffet è ricco di ogni leccornia, dove dirigersi? Come comportarsi davanti a tanto ben di Dio? Un mio consiglio, dopo aver visto centinaia di eventi congressuali dalla parte di chi predispone la ristorazione.
Fate un respiro profondo. E pensate innanzitutto ad idratarvi. In genere gli ambienti sono climatizzati ed è difficile percepire la sensazione di disidratazione, rischio però sempre in agguato. Quando ci disidratiamo, anche il livello della concentrazione ne risente. Sotto allora con l’acqua (meglio se naturale) o con i succhi di frutta, dando la preferenza a quelli con poco zucchero. Per carità, lo zucchero non va demonizzato, ma se vogliamo concederci un piccolo peccato di gola con un pasticcino o due, meglio evitare altri zuccheri aggiunti delle bibite. 
Consigliatissimo uno spiedino di frutta fresca. Qualche cucchiaio di macedonia e siamo già vicini al rientro in sala. Prima di rientrare, se ne sentiamo il bisogno, un bel caffè. Altra “tirata di attenzione” ed arriva il momento topico del pranzo. Come regolarsi?
Sgranchite le gambe e via ad idratarvi nuovamente, con un bicchiere d’acqua o succo di frutta. È ora di passare alla soddisfazione del palato. Tanti bocconcini appetibili, sfiziosi, colorati… Anche qui mantenete il sangue freddo, fate un respiro profondo ed elaborate il piano di battaglia. Privilegio piatti caldi se la temperatura esterna è fredda o a temperatura ambiente se il caldo estivo si fa sentire. Ci sono delle insalate di cereali, riso e pasta? Tutti si riversano verso i salatini, i tramezzini, i canapè? 
Con passo sicuro e strategico dirigetevi verso i finger o i primi di cereali o pasta. Non ancora presi d’assalto dai più. Occhio ai condimenti. Meglio quelli alle verdure o al sugo di pomodoro, con pochi intingoli e dai profumi delicati.
È il momento dei secondi. Ottimo il prosciutto con melone, ananas o fichi. Qualche fettina di carne bianca o del roast beaf, fate lo slalom invece su salse ed intingoli! Se vi rimane ancora un po’ di appetito, vi concedo giusto giusto un mini tramezzino per passare al dessert. Ahimé, come rinunciare ad un pasticcino fragrante ed invitante che mi sta chiamando? Cedete alla tentazione, ma per poco. Una mignon e poi via verso la frutta. Birra, vino? Il meno possibile, e niente bevande gasate.
Non sarà il light lunch a decidere della vostra forma fisica di domani, ma dell’attenzione e del benessere del pomeriggio sì! E a fine meeting se riuscite, una bella passeggiata di mezz’ora a passo svelto vi aiuterà a recuperare vitalità."
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